ll caso Jekyll torna nei teatri

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Dopo il successo della scorsa stagione, torna nei teatri italiani Il caso Jekyll, con Sergio Rubini e Daniele Russo, diretto dallo stesso Rubini.

Quando Stevenson scrisse Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Londra era una città grigia e pericolosa, un contesto perfetto per accogliere storie noir e thriller. In Il caso Jekyll, il racconto originale si evolve, liberandosi dal tema faustiano della ribellione alle leggi divine, per offrire una nuova chiave investigativa che guida il pubblico nel cuore oscuro della natura umana, tra misteri e angosce di una vicenda di crimine reale.

Il nostro Henry Jekyll è un noto studioso della psiche tra Ottocento e Novecento, proprio mentre prendeva forma la psicanalisi. Dopo anni di ricerche solitarie sui disturbi mentali, Henry giunge alla conclusione che all’origine della malattia mentale si trovi il conflitto tra l’Io e il suo lato oscuro, l’Ombra, quell’Inconscio che solo in quegli anni iniziava a essere riconosciuto. Jekyll teorizza che, anziché reprimerlo, l’individuo dovrebbe riconoscere il proprio lato oscuro e instaurare un dialogo con esso. Quest’Ombra, infatti, non è soltanto fonte di istinti repressi, ma può generare anche creatività e piacere, rivelando la parte più autentica di ciascuno di noi.

Convinto delle sue teorie, il dottor Jekyll decide di testarle su di sé, dando un nome, Edward Hyde, alla parte più oscura e nascosta della sua personalità. Quello che Jekyll non immagina è che Hyde, una volta liberato, non seguirà le regole imposte dalla sua parte razionale, ma si manifesterà come un’entità autonoma, liberando le pulsioni più violente e sinistre fino a dominare completamente la vita del medico. Alla fine, persino Jekyll, vittima delle atrocità compiute dal suo doppio, dovrà fare i conti con una scelta dolorosa: lasciare vivere Hyde o eliminarlo, a costo di sacrificare se stesso.

Il caso Jekyll non è solo un adattamento del celebre romanzo di Stevenson, ma una vera esplorazione della natura umana e del “doppio” che esiste in ognuno di noi. La nostra versione adotta una chiave più psicanalitica, avvicinandosi a teorie che, quasi mezzo secolo dopo l’opera di Stevenson, troveranno piena espressione nelle idee di Freud e Jung.

In questo adattamento, abbiamo scelto di rimuovere elementi allegorici come la metamorfosi chimica di Jekyll, preferendo rappresentare un viaggio nell’inconscio di Henry, che diventa cavia delle proprie teorie e vittima della propria Ombra. La storia originale diventa così il punto di partenza per un racconto che si rivolge alla contemporaneità, invitando il pubblico a riflettere non solo sui pericoli ma anche sui piaceri derivanti dalla propria Ombra. Il dialogo con il proprio lato oscuro emerge come necessario per evitare che esso, in un isolamento silenzioso, scavi un tunnel di sofferenza e violenza nel nostro Io.

Per info e biglietti: VivaTicket – Il Caso Jekyll

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