Il Malloppo torna a Gennaio

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A gennaio torna in scena Il Malloppo con Gianfelice Imparato e Marina Massironi. Il testo, scritto negli anni ’60 da Joe Orton, fu subito un successo, tanto da vincere il premio come migliore commedia dell’anno e lanciare il giovane drammaturgo come una delle nuove voci più brillanti del teatro inglese. Da allora, la commedia ha conquistato palcoscenici prestigiosi come il West End londinese e Broadway, con interpreti del calibro di Alec Baldwin e Kevin Bacon.

La trama segue due ladri improvvisati che decidono di rapinare la banca vicina all’agenzia di pompe funebri dove lavorano. Quando però sono costretti a nascondere il bottino nella bara della madre appena deceduta di uno di loro, ha inizio una serie di eventi surreali: tra furti, omicidi, relazioni complicate e indagini bizzarre, il pubblico viene trascinato in un vortice di situazioni comiche e assurde, tipiche dell’umorismo nero britannico.

Il Malloppo è una dark comedy con toni farseschi e una comicità pungente, caratterizzata da dialoghi rapidi e iperbolici, che prendono spunto dal teatro dell’assurdo. Con la sua critica tagliente alla società inglese degli anni ’60, Joe Orton attacca senza remore la “buona società borghese”, anticipando con il suo stile ribelle e anarchico i temi della cultura underground e del futuro movimento punk.

I personaggi sono un vero e proprio campionario di estremismi: McLeavy, il padre di famiglia devoto e conformista, vedovo da pochi giorni; Hal, suo figlio ribelle che sogna di investire il denaro rubato in un bordello; Dennis, l’impiegato dell’agenzia funebre e complice di Hal; Fay, un’infermiera scaltra e senza scrupoli, pronta a tutto pur di sistemarsi, e già responsabile della morte di sette mariti; Truscott, un poliziotto dai modi eccentrici e aggressivi, maestro nell’arte del travestimento. E poi c’è il cadavere della signora McLeavy, imbalsamato e trattato come un oggetto da spostare insieme al bottino.

I personaggi incarnano i contrasti generazionali e sociali: i giovani criminali estremisti contro gli adulti reazionari. Un tema che, seppur ambientato negli anni ’60, resta sorprendentemente attuale, richiamando la realtà di oggi. Orton non risparmia nessuno: critica le convenzioni borghesi, smantella il significato del rito funebre e del matrimonio, e ridicolizza la giustizia e la fede religiosa, rivelando i desideri oscuri che la società cerca di reprimere.

Nonostante le risate, Il Malloppo è molto più di una semplice commedia. Come afferma il personaggio di Hal, che nasconde il corpo della madre in un armadio e la refurtiva nella bara: “È un incubo freudiano”. Con il suo umorismo corrosivo, Orton ci invita a riflettere sui “fantasmi nascosti negli armadi” della società, portando alla luce lo scandalo dei segreti sepolti.

Il Malloppo sarà in scena a Meldola al Teatro Dragoni il 14 gennaio, al Dei Rinnovati di Siena, al Gustavo Modena di Genova, al Vittorio Emanuele di Messina e al Pirandello di Agrigento in varie tappe fino al 23 di marzo.

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